
Da Maledetti toscani
di Curzio Malaparte
“OH, LE BELLE LIVORNESI FANNO UN FIGLIO OGNI DUE MESI”
Perciò, noi di Livorno, siamo così tanti che puoi trovarci in ogni parte del mondo.

La stiacciata, che nel livornese prende il nome di schiacciata, è un dolce di lievito dalla forma a cupola, ma basso nella struttura mentre il suo cugino prossimo, quello pisano, che gli contende l’appartenenza, è un dolce che vien generalmente cotto in una formella dai bordi alti che ne defi nisce la forma. (…)

A distanza di vent’anni dalla prima uscita ed a quasi quaranta dalla scomparsa del capitano della Grande Inter, l’autore, attraverso retrospezioni, incontri, dialoghi e nuove testimonianze, ha inteso trasferire la sua figura dalla storia al mito mettendo in luce non solo la valenza tecnica del Campione ormai nel gotha del calcio nazionale e internazionale, ma soprattutto il carisma, l’intelligenza,la sensibilità, l’humor, il patrimonio di valori e la nobiltà d’animo che l’Uomo aveva elargito a piene mani “ovattandola” nella più assoluta riservatezza. (…)

Nel 1932 Giuseppe Valaperti, un facoltoso industriale di Prato che aveva eletto Livorno come sua seconda patria, donò un cospicuo appezzamento di terreno per la costruzione di quello che diventerà lo Stadio comunale. (…)

C’era una volta a Livorno un pezzetto di vecchia America. (…)

Gianluca Giunchiglia, ricco della sua esperienza di educatore alla “Stella Maris”, ha sentito la necessità di intessere un ragionamento “letterario” per indicare certe problematiche umani e sociali nonché di rapporto, che nascono nelle varie comunità rom, che persa la loro peculiarità di “migranti” sono sempre più stanziali e quindi creano situazioni conflittuali tra la nostra società, che ha la presunzione di considerarsi migliore e più adeguata al cosiddetto vivere civile, e la loro tradizione di vita libera e regolata dalle antiche leggi del “saggio”. (…)




