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	<title>Edizioni Erasmo &#187; Libri</title>
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		<title>Armando Picchi uomo e campione</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:12:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/armando-picchi-uomo-e-campione/" title="Armando Picchi uomo e campione"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_picchi.53d61pre2vwg08sgco044k8s8.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="213" alt="Armando Picchi uomo e campione" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>A distanza di vent’anni dalla prima uscita ed a quasi quaranta dalla scomparsa del capitano della Grande Inter, l’autore, attraverso retrospezioni, incontri, dialoghi e nuove testimonianze, ha inteso trasferire la sua figura dalla storia al mito mettendo in luce non solo la valenza tecnica del Campione ormai nel gotha del calcio nazionale e internazionale, ma soprattutto il carisma, l’intelligenza,la sensibilità, l’humor, il patrimonio di valori e la nobiltà d’animo che l’Uomo aveva elargito a piene mani “ovattandola” nella più assoluta riservatezza. (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/armando-picchi-uomo-e-campione/" title="Armando Picchi uomo e campione"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_picchi.53d61pre2vwg08sgco044k8s8.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="213" alt="Armando Picchi uomo e campione" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>A distanza di vent’anni dalla prima uscita ed a quasi quaranta dalla scomparsa del capitano della Grande Inter, l’autore, attraverso retrospezioni, incontri, dialoghi e nuove testimonianze, ha inteso trasferire la sua figura dalla storia al mito mettendo in luce non solo la valenza tecnica del Campione ormai nel gotha del calcio nazionale e internazionale, ma soprattutto il carisma, l’intelligenza,la sensibilità, l’humor, il patrimonio di valori e la nobiltà d’animo che l’Uomo aveva elargito a piene mani “ovattandola” nella più assoluta riservatezza.</p>
<p>Ai contenuti della prima edizione del libro, riproposti interamente fin dalla deliziosa presentazione di Gianni Brera, l’autore ha aggiunto i contributi di illustri firme del giornalismo sportivo; dei figli Leo e Armando su “come si cresce da figli di Picchi”; dell’intera famiglia unita nel ricordo; dei compagni di squadra Mazzola, Burgnich, Guarneri e Sarti; degli amici della sua Livorno compagni di “gabbionate” e di scampagnate calcio &#8211; gastronomiche.</p>
<p>E’ definitivamente emersa, così, la figura del personaggio da consegnare al mito.</p>
<p>Come sottolinea Valberto Miliani a conclusione della sua appassionata ricerca: “in questi quarant’anni dai campi di calcio sono passati migliaia e migliaia di giocatori, tanti tecnicamente più forti di lui, ma nessuno come lui”.<br />
Il libro illustrato</p>
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		<title>La pasticceria a Livorno. Storie e ricette</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 16:38:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/la-pasticceria-a-livorno-storie-e-ricette/" title="La pasticceria a Livorno. Storie e ricette"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina.7iff31q75gcgksgckgwgko40k.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="180" alt="La pasticceria a Livorno. Storie e ricette" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>La stiacciata, che nel livornese prende il nome di schiacciata, è un dolce di lievito dalla forma a cupola, ma basso nella struttura mentre il suo cugino prossimo, quello pisano, che gli contende l’appartenenza, è un dolce che vien generalmente cotto in una formella dai bordi alti che ne defi nisce la forma. (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/la-pasticceria-a-livorno-storie-e-ricette/" title="La pasticceria a Livorno. Storie e ricette"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina.7iff31q75gcgksgckgwgko40k.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="180" alt="La pasticceria a Livorno. Storie e ricette" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>La stiacciata, che nel livornese prende il nome di schiacciata, è un dolce di lievito dalla forma a cupola, ma basso nella struttura mentre il suo cugino prossimo, quello pisano, che gli contende l’appartenenza, è un dolce che vien generalmente cotto in una formella dai bordi alti che ne defi nisce la forma. Riguardo alla paternità della schiacciata il dubbio rimane esplicito, anche se il Cestoni nel 1699, in una lettera al suo amico editore Antonio Vallisneri, afferma che il Venerdì Santo è “uso comprare zucchero, zafferano, anaci, spezie e pepe per fare certe torte di Pasqua che a Livorno chiamano stiacciate e poi altre coserelle col nome di sportelline per li bambini&#8230;”.</p>
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		<title>Livornesi brava gente</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 17:21:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/livornesi-brava-gente/" title="Livornesi brava gente"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/livornesi_brava_gente_copertina.1fmcwvb3kl28owckw8kssgoww.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="188" alt="Livornesi brava gente" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Da Maledetti toscani
di Curzio Malaparte
“OH, LE BELLE LIVORNESI FANNO UN FIGLIO OGNI DUE MESI”
Perciò, noi di Livorno, siamo così tanti che puoi trovarci in ogni parte del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/livornesi-brava-gente/" title="Livornesi brava gente"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/livornesi_brava_gente_copertina.1fmcwvb3kl28owckw8kssgoww.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="188" alt="Livornesi brava gente" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Da <em>Maledetti toscani</em></p>
<p>di Curzio Malaparte</p>
<p>“OH, LE BELLE LIVORNESI FANNO UN FIGLIO OGNI DUE MESI”</p>
<p>Perciò, noi di Livorno, siamo così tanti che puoi trovarci in ogni parte del mondo.</p>
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		<title>Documento 127</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:21:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/documento-127/" title="Documento 127"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_127_sito.6fe7a60st7s4sokso8kk8oocs.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="156" alt="Documento 127" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/documento-127/" title="Documento 127"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_127_sito.6fe7a60st7s4sokso8kk8oocs.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="156" alt="Documento 127" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></content:encoded>
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		<title>Dall&#8217;aprile a shantih</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:08:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/dallaprile-a-shantih/" title="Dall&#8217;aprile a shantih"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cecchini_sito4.79pg4ygd68sgg8ok4o8gsssgg.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="168" alt="Dall&#8217;aprile a shantih" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Parigi, aprile 1750. (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/dallaprile-a-shantih/" title="Dall&#8217;aprile a shantih"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cecchini_sito4.79pg4ygd68sgg8ok4o8gsssgg.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="168" alt="Dall&#8217;aprile a shantih" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Parigi, aprile 1750. La città è in preda al panico: da qualche tempo si verificano misteriosi rapimenti di bambini.</p>
<p>In un condominio della città di Lucca, alla fine del ’900, avviene un episodio analogo: due bambini, improvvisamente, scompaiono.</p>
<p>Tutto ristagna, tutto è arido e atrofizzato in un microcosmo aggressivo e fatiscente, contraddistinto da provvisorietà e cinismo, popolato da personaggi privi di identità, intimoriti, incapaci di relazioni autentiche, prigionieri di forme di conoscenza parziali e contraddittorie.</p>
<p>Immobilizzata in una ciclica ripetitività, ogni cosa sembra avere esistenza simultanea: vita e morte finiscono per confondersi.</p>
<p>Alla densità dello stile, alla frammentarietà, allo stravolgimento farsesco contribuisce uno sperimentalismo linguistico che mescola gergo e riferimenti letterari, burocratichese e dialetto, essenzialità e dettagli.</p>
<p>Tra disgusto e compassione per le debolezze umane, una tensione dolorosa percorre tutto il romanzo, evocando il senso di artificiosità del reale: il presente come se fosse già passato.</p>
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	</item>
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		<title>I 42 giorni del cantiere</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 11:57:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/i-42-giorni-del-cantiere/" title="I 42 giorni del cantiere"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cantiere_9788889530436_3.11dekxwh6flcs84go444s8ccc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="195" alt="I 42 giorni del cantiere" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Cronaca di una grande lotta  17 marzo-27 aprile 1956]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/i-42-giorni-del-cantiere/" title="I 42 giorni del cantiere"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cantiere_9788889530436_3.11dekxwh6flcs84go444s8ccc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="195" alt="I 42 giorni del cantiere" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Cronaca di una grande lotta  17 marzo-27 aprile 1956</p>
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		<title>Siuski Livorno in 21 tuffi</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 08:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>erasmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/siuski-livorno-in-21-tuffi/" title="Siuski Livorno in 21 tuffi"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/siuski9788889530412_s1.2qe3v0ua7i684sgoocg4g0cwg.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="163" alt="Siuski Livorno in 21 tuffi" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2010/siuski-livorno-in-21-tuffi/" title="Siuski Livorno in 21 tuffi"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/siuski9788889530412_s1.2qe3v0ua7i684sgoocg4g0cwg.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="163" alt="Siuski Livorno in 21 tuffi" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p><strong><br />
</strong></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Rime per sorridere</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 21:24:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/rime-per-sorridere/" title="Rime per sorridere"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cope_rime1.71art2s2q144wows4w880w88s.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="197" alt="Rime per sorridere" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/rime-per-sorridere/" title="Rime per sorridere"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cope_rime1.71art2s2q144wows4w880w88s.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="197" alt="Rime per sorridere" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;assedio di Livorno</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>erasmo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/lassedio-di-livorno/" title="L&#8217;assedio di Livorno"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cope_assedio1.dkue63i5hggko40wk4ksgsk80.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="167" alt="L&#8217;assedio di Livorno" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Nel 1494 Carlo VIII era sceso in Italia per conquistare il Regno di Napoli. (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/lassedio-di-livorno/" title="L&#8217;assedio di Livorno"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/cope_assedio1.dkue63i5hggko40wk4ksgsk80.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="167" alt="L&#8217;assedio di Livorno" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Nel 1494 Carlo VIII era sceso in Italia per conquistare il Regno di Napoli. Il re francese si era fatto consegnare dai fiorentini alcune fortezze sulla costa toscana, la città di Pisa e il castello di Livorno, impegnandosi a restituirli quando l’impresa fosse compiuta. Dopo pochi mesi dalla presa di Napoli (22 febbraio1495) Carlo VIII inizia il suo ritorno in Francia, preoccupato per l’alleanza stretta fra alcuni stati italiani (Venezia, il Ducato di Milano, lo Stato pontificio), il regno di Spagna e l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo con lo scopo di distruggere la potenza francese in Italia. Le forze della Lega, sotto il comando di Francesco Gonzaga, danno battaglia all’armata francese a Fornovo (6 luglio 1495), ma i francesi passano e si dirigono verso il Piemonte e la Francia. A settembre il re riconsegna a Firenze il castello di Livorno; le altre località, vuoi per malafede, vuoi per indifferenza nei confronti della lealtà fiorentina, non vengono restituite. Pisa, in particolare, pagando al Luogotenente francese un’ingente somma ricompra la propria indipendenza che difenderà per tredici anni. La Lega, cui si sono aggiunte Genova, Siena e Lucca, viene in aiuto di Pisa e impegna la Repubblica fiorentina proprio nel territorio toscano. Nell’autunno del 1496 l’imperatore Massimiliano assume il comando delle operazioni, imponendo come primo obiettivo la conquista di Livorno. La difesa del castello è affidata ad un buon contingente fiorentino, a pochi armati francesi ed a milizie reclutate tra gli abitanti di Livorno e dei dintorni: sono i <em>villani</em> livornesi cui i cronisti e gli storici tributeranno onore.</p>
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		<title>Sono morto una notte di luglio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/sono-morto-una-notte-di-luglio/" title="Sono morto una notte di luglio"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/bergamo1.1k132a20dta8s8s00o848ooks.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="179" alt="Sono morto una notte di luglio" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Non che mi fossi aspettato una folla da stadio, né un corteo di zelanti adulatori come quelli che, in vita, mi giravano spesso intorno, e neppure quei giornalisti e quelle telecamere che spesso mi avevano gratificato e talvolta insultato. (...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/sono-morto-una-notte-di-luglio/" title="Sono morto una notte di luglio"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/bergamo1.1k132a20dta8s8s00o848ooks.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="179" alt="Sono morto una notte di luglio" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Non che mi fossi aspettato una folla da stadio, né un corteo di zelanti adulatori come quelli che, in vita, mi giravano spesso intorno, e neppure quei giornalisti e quelle telecamere che spesso mi avevano gratificato e talvolta insultato.  Non mi aspettavo neppure gli opportunisti dell’amicizia, quelli che nei momenti felici erano “amici di Paolo”, che spesso sedevano alla mia mensa o che mi invitavano alla loro per esibirmi come un gioiello di famiglia. E non mi aspettavo neppure colleghi (ma un paio c’erano), dirigenti federali, stendardi e bandiere.  Capii, d’un tratto, cos’era che mi aveva spento. Era la “morte civile”, della quale avevo letto e sentito parlare senza immaginare la ferocia con la quale sapeva aggredire&#8230;</p>
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