Paranza” è un piatto di racconti alla livornese dosato con umorismo, tutto da gustare: da nonna Rosa che esige il gelato nel “bisquì” al nonno che ha voglia del “conigliolo” e si ritrova sul tavolo un chihuahua; dalla prima notte di nozze funestata dallo Chanel al ritmico amplesso dei vicini che risuona ne “La chiostra”. Ma non si ride soltanto. C’è anche il sogno che si concretizza in passioni furtive e il ricordo di chi muore attraverso un vaso di gerani. E’ proprio in questi casi che il racconto, con poche e accurate parole, si fa poesia.
Le donne sono ritratte a pennellate sapienti che ce le restituiscono vive e veraci. Così ci si ritrova a chiacchierare nell’acqua dell’Accademia o si intuiscono tragiche violenze domestiche dietro un semplice gioco a palla.
Ciò che resta nella rete del quotidiano fa paranza e diventa materia di scrittura. Perchè per i momenti speciali, quelli “che ti fanno ribollire tutto dentro” basta davvero poco. Del resto “dà soddisfazione anche far rinascere una pentola”: ed è da questa soddisfazione che si dipinge un racconto.
Eleonora Tarabella
Questo libro sulle autostrade del mare è il secondo pubblicato nella collana Mare e Territorio dedicata alle questioni che riguardano la storia, l’economia e la politica marittima e portuale.
Il volume nasce con l’intento di fornire un quadro sintetico, ma non superficiale, circa l’attuale sviluppo delle autostrade del mare in Italia in rapporto con la normativa comunitaria e nazionale e in relazione con il contesto economico mediterraneo nel quale il nostro paese si colloca.
Che si tratti di un argomento di fondamentale importanza, quello delle autostrade del mare, è testimoniato dal fatto che esse costituiscono lo strumento più moderno per il trasporto di merci che altrimenti viaggerebbero su strada con rischi di incidenti mortali, data la crescente intensità della circolazione su una rete ormai obsoleta, e con costi ambientali sempre più grandi.
Le autostrade del mare però non rappresentano solo un beneficio ambientale, per quanto importante, perché accrescere la loro efficienza e, in termini più ampi, quella del trasporto marittimo a corto raggio significa, dal punto di vista macroeconomico, ridurre anche i costi di trasporto e quindi permettere alla merce di raggiungere fornitori e mercati più lontani consentendo di rompere il monopolio locale di offerta di fattori e di ampliare il numero di acquirenti cui la merce può avere accesso.
La storia di uomini e donne travolti dalla seconda guerra mondiale, dalla resistenza e anche dal dopoguerra.
Sullo sfondo una geografia perfettamente riconoscibile: la Toscana tra Livorno, Pisa e Firenze. Molto piu’ di un romanzo: perfetto come noir eppure troppo ricco per essere ridotto a genere. Al tempo stesso grande affresco storico e appassionato racconto delle inevitabili solitudini degli sconfitti. Bellissimo.
C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”. Anzi no, non era un ragazzo, erano cinque ragazze della provincia toscana che amavano il jazz, il blues e il rock‘n’roll e che avevano un’orchestrina di un certo successo in un periodo in cui le band femminili si contavano sulla punta delle dita. Si facevano chiamare “Le Stars” ed erano giovani, moderne, con un look “beat” fatto in casa, capelli corti o lunghi “a tendina”, occhi bistratissimi. Anche loro, come nella canzone di Gianni Morandi, sono finite in Vietnam in piena guerra, nel 1968, passando un periodo d’inferno tra spari, furti e rischi di ogni tipo.
Ursula Galli
Se il cacciucco è un po’ la bandiera della Livorno multirazziale (“cacciucco di genti”), il ponce esprime l’ardore e il carattere, lo spirito, la carica del livornese autentico, la sua voglia di sorprendere, di aggredire, di montarsi la testa. Di vivere sopra le righe. Aldo Santini, che di Livorno ha innalzato la storia avventurosa al settimo cielo, scrive: “È una birbonata che corrisponde a una dose farmaceutica per indurti all’ottimismo”. Pubblicato nel 1994 con il titolo “Elogio del ponce alla livornese” nelle edizioni di Paolo Belforte, libraio tra i più illustri d’Italia, erede dei Belforte che primeggiarono nel Mediterraneo con le loro opere in lingua ebraica, il libro di Aldo Santini andò prestissimo esaurito. Snellito e reso più vivace, oggi viene riproposto ai lettori che amano i sapori forti.





