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	<title>Edizioni Erasmo &#187; Libri</title>
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		<title>La signorina Lavinia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:47:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/la-signorina-lavinia-2/" title="La signorina Lavinia"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_la_signorina_lavinia.113xgf7klnuo04so88s0k08wc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="199" alt="La signorina Lavinia" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Era stata molto bella una volta la signorina Lavinia. Ora era una vecchietta linda e sottile, altera, che portava sempre intorno al suo esile collo grinzoso un nastro di velluto nero da cui pendeva un medaglione con l&#8217;immagine di un bel ragazzo biondo. Camminava dritta per la strada con un&#8217;espressione rigida sul volto, come se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/la-signorina-lavinia-2/" title="La signorina Lavinia"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_la_signorina_lavinia.113xgf7klnuo04so88s0k08wc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="199" alt="La signorina Lavinia" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Era stata molto bella una volta la signorina Lavinia. Ora era una vecchietta linda e sottile, altera, che portava sempre intorno al suo esile collo grinzoso un nastro di velluto nero da cui pendeva un medaglione con l&#8217;immagine di un bel ragazzo biondo. Camminava dritta per la strada con un&#8217;espressione rigida sul volto, come se non vedesse nessuno. Ma gli altri la vedevano sempre e commentavano. C&#8217;erano molte cose da dire sul suo conto, poiché era un caso psicologico del tutto incomprensibile per la brava gente impressionabile del quartiere. Se non potevano per donarle il suo passato un po&#8217; troppo libero, altri erano i motivi inconsci e profondi della loro ostilità verso la vecchia signorina. In un primo tempo erano stati irritati dal fatto di non poterle al fine attribuire l&#8217;appellativo un po&#8217; commiserante e un po&#8217; spregiativo di “zitella”. Non si erano potuti prendere neppure questa piccola rivincita sulla sua aperta ribellione giovanile, perché la signorina Lavinia, superata la trentina, aveva avuto un figlio. Ed ora infine, cosa del tutto inconcepibile, quella donna aveva rifiutato una loro generosa offerta di riabilitazione per continuare ad invecchiare così da sola, “proprio come se non avesse bisogno di nessuno”. Era incredibile.<span id="more-596"></span></p>
<p>In quel vecchio quartiere periferico, si viveva come in una grande comunità, poiché erano tutte persone rispettabilissime e timorate di Dio, e poi tutti presto o tardi potevano avere bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro. Infine, per temperamento latino, erano persone molto socievoli ed ospitali. Così queste pacifiche famiglie si scambiavano reciprocamente le visite, offrendosi bicchierini di rosolio nei salotti in penombra, ricchi di tende e di fotografie alle pareti. Era logico, che la signorina Lavinia con il suo passato fosse stata un&#8217;offesa per tutte quelle persone per bene ed ora essa era ancora più condanne vole per non aver voluto accettare il loro generoso per dono, in occasione della disgrazia. Dopo tutto, quando a una donna che ha commesso una colpa come la signorina Lavinia, muore in guerra proprio il frutto della colpa, tale disgrazia la riporta automaticamente su di un piano più trattabile. In tale circostanza appunto tutti gli onesti vicini di casa si sentirono percorrere da un brivido di generosità verso quella madre non autorizzata e le inviarono una commissione scelta per farle le condoglianze e offrirle un po&#8217; della loro pietà. Si sentivano persino disposti a perdonarle che quel suo figliolo biondo, morto così bene in guerra da meritare la medaglia alla me moria, non avesse mai avuto un legittimo padre. In fondo quella bella morte riabilitava anche il ragazzo ai loro occhi. Poteva pure succedere che una delle strade del quartiere finisse col prendere il nome del caduto, che non era altro che il nome della signorina Lavinia. Così erano andati dalla madre con la coscienza di compiere un atto veramente magnifico, pronti a consolarla con parole buone e magari anche a riceverla ora, in lutto, nei loro salotti e compiangerla. Ma la signorina Lavinia li aveva offesi una volta ancora: li aveva messi con garbo alla porta mostrando, troppo palesemente, di non avere bisogno di loro. Parve a tutti una cosa assurda, oltraggiosa, che quella donna dovesse rifiutare una così generosamente concessa ammissione in società. Una società alla buona, s&#8217;intende, a base di rosolio, ricette di dolci, progetti matrimoniali per tutti i giovani del quartiere e soprattutto di ampio cordoglio per le disgrazie di turno, ma insomma una modesta società di famiglie per bene.</p>
<p>Ormai la signorina Lavinia aveva abusato troppo della loro bontà, li aveva esasperati. Si erano sentiti ricadere in mano come vesciche vuote e raggrinzite, tutti quei loro bei propositi gonfi di perdono e di commozione.<br />
Neppure quel giorno l&#8217;avevano vista piangere. La sottile dritta figura della signorina Lavinia, non si era piegata un attimo: era sola per sempre, ma non ave va bisogno di loro&#8230;<br />
Soltanto dopo qualche mese uno dei vecchi compagni di scuola del figlio tornò da lei.</p>
<p>«Perché ci odia tanto?» le aveva chiesto quasi gridando, appena varcata la soglia. Aveva una strana espressione di colpevolezza negli occhi e il tono aspro delle parole non aveva del tutto coperto una vibrazione supplichevole nella voce.<br />
«Perché vuoi saperlo?» aveva risposto la signorina Lavinia.<br />
«Quel giorno ho capito che lei ci odia tutti, che non ci può perdonare».<br />
La donna guardò con sorpresa il ragazzo. «Ma non eravate venuti voi a offrirmi il vostro perdono? Che cosa do vrei perdonarvi io?›› obbiettò.<br />
‹‹Io, sono diversa da voi tutti, io ho vissuto in un modo incomprensibile per la vostra mentalità, che cosa potevo pretendere, da voi?» chiese con un&#8217;inflessione ironica nella voce.<br />
Allora il ragazzo interruppe, e quasi piangeva «Lo so che lei ci disprezza per questo. Nessuno aveva il diritto di giudicare, di censurare&#8230;». E dopo una pausa aggiunse, con l&#8217;umiltà di una confessione: «Da bambini ci avevano proibito di giocare con suo figlio, di andare fuori con lui, noi non sapevamo perché. Io ero suo compagno di banco, ma anch&#8217;io dovevo ubbidire. Del resto›› pareva volesse giustificarsi con se stesso ‹‹del resto sembrava gli piacesse restare solo, era così scontroso e chiuso&#8230;».<br />
«Era opera vostra›› gridò allora la donna ‹‹ora lo sai perché vi odio tutti. Io non ho mai avuto bisogno di nessuno, ma un bambino non può giocare da solo›› e quasi con dolcezza aggiunse ‹‹e tu non piangere, ora. A che servirebbe ormai? Io non ho bisogno di nessuno. E tu tienti per te quello che ti ho detto, gli altri non capirebbero mai&#8230; E poi io non voglio perdonare a nessuno».</p>
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		<title>Livorno. I poster</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:38:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/livorno/" title="Livorno. I poster"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/poster_livorno.3ujjrjxlnko4c4s88s4cskwss.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="195" alt="Livorno. I poster" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/livorno/" title="Livorno. I poster"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/poster_livorno.3ujjrjxlnko4c4s88s4cskwss.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="195" alt="Livorno. I poster" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>]]></content:encoded>
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		<title>Come il primo bene</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/come-il-primo-bene/" title="Come il primo bene"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_come_il_primo_bene1.b5svn680hjscwgw0888ko0gwc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="170" alt="Come il primo bene" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Arrivai urlando, in manicomio. Non credo, del resto, ci sia modo diverso per entrarvi, a meno che il cervello non sia già una frittata informe e la bocca si adegui al silenzio prima ancora che ci pensi qualcun altro a tapparla. Arrivai urlando e, più che un grido, mi pareva di produrre un guaito perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/come-il-primo-bene/" title="Come il primo bene"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_come_il_primo_bene1.b5svn680hjscwgw0888ko0gwc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="170" alt="Come il primo bene" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Arrivai urlando, in manicomio. Non credo, del resto, ci sia modo diverso per entrarvi, a meno che il cervello non sia già una frittata informe e la bocca si adegui al silenzio prima ancora che ci pensi qualcun altro a tapparla. Arrivai urlando e, più che un grido, mi pareva di produrre un guaito perché le cinghie mi costringevano i polsi al ferro e avevo ancora negli occhi la faccia di Candida, la sua espressione di terrore che avevo intravisto affiorare dal gabbiotto della portineria. E poi Pietro, anche lui, mi sembrava ancora di vederlo piangere e biascicare che non c’era altra maniera, che quella era, in quel momento, l’unica cosa da fare.</p>
<p>Mi sedarono dopo poco, seguendo una prassi che non lasciava scampo e fu così che cessò l’urlo, quel guaito inarrestabile che mi risaliva dalle viscere.</p>
<p>Non mi aspettavo di vedere il corpo, dopo. Non mi aspettavo niente. Ma attorno è così. Una distesa piatta.<br />
Sposto gli occhi da me che sono a terra, se terra può chiamarsi questo fondale sterminato e lontano, se di lontananza, qui, si può ancora dire.<br />
Vedo Lillina che mi guarda. Agita una mano. Mi fa segno di seguirla. Dal polso, che tiene alto sulla testa, zampilla del sangue che sembra quasi una pioggerella fina.</p>
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		<title>Mettiti il Giacchetto!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 08:35:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/mettiti-il-giacchetto/" title="Mettiti il Giacchetto!"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/mettiti_il_giacchetto.gprebzl83n4s844csgk4woos.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="199" alt="Mettiti il Giacchetto!" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Adolescenza: età di incomprensioni e fili spezzati Il libro “Mettiti il Giacchetto!” utilizza come titolo d’apertura la frase tipica dei genitori toscani per esprimere il proprio senso di protezione verso i figli che viene adottato anche quando questi diventano adolescenti e si trovano ad affrontare il difficile percorso di costruzione della propria identità. Questa modalità espressiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/mettiti-il-giacchetto/" title="Mettiti il Giacchetto!"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/mettiti_il_giacchetto.gprebzl83n4s844csgk4woos.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="199" alt="Mettiti il Giacchetto!" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p><strong>Adolescenza: età di incomprensioni </strong><strong>e fili spezzati</strong></p>
<p>Il libro “Mettiti il Giacchetto!” utilizza come titolo d’apertura la frase tipica dei genitori toscani per esprimere il proprio senso di protezione verso i figli che viene adottato anche quando questi diventano adolescenti e si trovano ad affrontare il difficile percorso di costruzione della propria identità. Questa modalità espressiva colloquiale sintetizza pienamente il senso del presente volume: aiutare i genitori a supportare con attrezzi emotivi adeguati il figlio adolescente nella consapevolezza dell’importanza di essere percepiti “vicini” ma anche nella convinzione che il cammino di crescita debba essere sostenuto da parte del giovane in un’ottica di “autonomia orientata”.</p>
<p>Il libro affronta così, con un linguaggio agile e con l’inconfondibile stile ironico dell’autore, tutto il percorso di crescita dell’adolescente che, cominciando a muovere i primi passi nella costruzione della sua identità fin da bambino, valendosi dell’immaginazione produttiva kantiana, realizza il suo essere attraverso un processo di sfida con i genitori ma anche mediante la magia dell’innamoramento inteso come divina mania, esprimendo se stesso nella competizione sportiva agonistica ma anche ricercando, per non cadere nei futili inganni dell’attuale società consumistica, i valori saldi dell’adulto di riferimento che contrastano con la fragilità costitutiva dell’adolescente, ma, in generale, di ciascuno di noi. Il volume, fornendo numerosi spunti di riflessione filosofici e pedagogici, rivela al genitore contemporaneo una grande verità: che il suo ruolo è centrale nel passaggio che il figlio deve compiere dall’heiddegeriano essere generico all’esser-ci autentico, nella consapevolezza che genitori-figli è un legame molto forte che si può permettere molto: è come se ci fossero tanti fili che li legano e l’importante è non spezzarli tutti&#8230;<br />
<em>&#8230;Giannini offre letture, interpretazioni, prospettive inconsuete. Non per dimostrare verità che, con ogni probabilità sarebbero indimostrabili, ma per suggerire concrete vie d&#8217;uscita dai problemi educativi della vita d&#8217;ogni giorno. (dalla prefazione di M.Sciuto)</em></p>
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		<title>Il bestiario di Pinocchio</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 08:28:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/il-bestiario-di-pinocchio/" title="Il bestiario di Pinocchio"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/bestiario_pinocchio.b4u2tlppckooks88go00sokk4.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="227" alt="Il bestiario di Pinocchio" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Nelle favole gli animali rappresentano gli uomini con i loro vizi e le loro virtù e con la natura che fa da sfondo alle loro vicende. Ogni animale nella tradizione popolare è contraddistino da un carattere: la volpe è considerata furba; il lupo cattivo; colombe e piccioni miti messaggeri di pace; un vecchio gufo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2012/il-bestiario-di-pinocchio/" title="Il bestiario di Pinocchio"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/bestiario_pinocchio.b4u2tlppckooks88go00sokk4.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="227" alt="Il bestiario di Pinocchio" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Nelle favole gli animali rappresentano gli uomini con i loro vizi e le loro virtù e con la natura che fa da sfondo alle loro vicende.</p>
<p>Ogni animale nella tradizione popolare è contraddistino da un carattere: la volpe è considerata furba; il lupo cattivo; colombe e piccioni miti messaggeri di pace; un vecchio gufo la saggezza; mentre il canto della civetta è ritenuto un lugubre messaggero di disgrazie.</p>
<p>Anche i colori degli animali hanno un significato: il nero = lutto; azzurro = serenità; bianco = purezza e pace.<br />
Inoltre gli animali nelle favole possono rimanere tali e mantenere il loro ruolo, oppure parlare e mantenendo il loro aspetto diventare bipedi, vestirsi essere loquaci ed apparentemente razionali come un essere umano ma come in Pinocchio gli esseri umani possono trasformarsi in animali (ciuchini).<br />
Così succede nel testo di Collodi dove gli animali segnano la storia e i momenti salienti del passaggio dal burattino Pinocchio al bambino Pinocchio.<br />
I personaggi animali citati nel testo di Pinocchio sono in ordine di comparsa: Grillo, Pulcino, Volpe, Gatto, Merlo bianco, Falco, Can Barbone, Corvo, Civetta, Conigli, Picchi, Pappagallo, Gorilla, Cani mastini, Serpente, Lucciola, Faine, Colombo, Delfino, Pescecane, Granchio, Lumaca, Marmottina, Ciuchino, Capra, Tonno.</p>
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		<title>Nessuna Bandiera Bianca</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:55:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/nessuna-bandiera-bianca/" title="Nessuna Bandiera Bianca"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/nessuna_bandiera_bianca.48xo8n7e0quc4gkkc4swcw8sc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="167" alt="Nessuna Bandiera Bianca" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Il diario livornese di Pietro Martini Pietro Martini (1820-1911), artigiano livornese, autodidatta, di idee democratiche e repubblicane combatté nei giorni della resistenza antiaustriaca. Fu quindi attento testimone riportando nel suo diario la cronaca precisa dei fatti di Livorno (e della Toscana) dal febbraio (fuga a Gaeta del granduca Leopoldo II) al maggio (occupazione austriaca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/nessuna-bandiera-bianca/" title="Nessuna Bandiera Bianca"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/nessuna_bandiera_bianca.48xo8n7e0quc4gkkc4swcw8sc.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="167" alt="Nessuna Bandiera Bianca" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p><strong>Il diario livornese di Pietro Martini</strong><br />
Pietro Martini (1820-1911), artigiano livornese, autodidatta, di idee democratiche e repubblicane combatté nei giorni della resistenza antiaustriaca. Fu quindi attento testimone riportando nel suo diario la cronaca precisa dei fatti di Livorno (e della Toscana) dal febbraio (fuga a Gaeta del granduca Leopoldo II) al maggio (occupazione austriaca di Livorno) del 1849.</p>
<p>Nel diario si ritrova grande attenzione ai conflitti tra le varie fazioni presenti in città, e tra tutti i personaggi grande risalto viene dato alla figura di Enrico Bartelloni vero combattente disposto a tutto fino all&#8217;estremo sacrificio in nome della libertà.</p>
<p>Il “Diario” è accompagnato da un&#8217;appendice ad opera dell&#8217;Autore con i profili biografici dei personaggi protagonisti della vicenda, e da una particolareggiata autobiografia.<br />
Il testo del “Diario” è corredato di numerosi documenti originali, trascritti dall&#8217;Autore.<br />
La ricostruzione fatta dal Martini è ritenuta dagli studiosi la più completa e attendibile tra le cronache dei testimoni dei fatti.<span id="more-563"></span></p>
<p>Il testo riprodotto è la trascrizione fedele del manoscritto autografo. Le modifiche operate sono state segnalate. La lettura è sicuramente interessante uno spaccato unico della vita quotidiana della città di Livorno che si preparava a sostenere una lunga mobilitazione contro gli austriaci.</p>
<p>Il manoscritto risale agli anni Ottanta e ha costituito la base per la prima pubblicazione (infedele e parziale) avvenuta negli ultimi mesi del 1891 sul Telegrafo di Livorno, a cura di Giuseppe Bandi (che ne era il direttore). Nel 1892 fu pubblicato in volume (Edizioni della Gazzetta livornese). Nel 1961 ne fu fatta una nuova edizione, a cura di Domenico Novacco, che ripristinò in buona parte il contenuto originale, comprensivo dell&#8217;Appendice (Ed: Demetra, Livorno).</p>
<p>Il presente volume contiene note e approfondimenti sui contenuti e sul testo, e due piante (una in inserto) per l&#8217;individuazione dei luoghi citati nel “Diario”.</p>
<p>I curatori sono Roberto Antonini (coordinatore), Patrizia Cascinelli e Luisa Marmugi.</p>
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		<title>Non metterti a dieta!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:45:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/non-metterti-a-dieta/" title="Non metterti a dieta!"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/non_metterti_a_dieta1.6ptry1tclwsokggogo8404480.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="197" alt="Non metterti a dieta!" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Vent&#8217;anni di esplorazioni nel mondo del dimagrimento. Questo libro vuole semplicemente raccontare una storia, un po&#8217; di vita, molte esperienze dirette e indirette sull&#8217;incredibile mondo del dimagrimento. Vuole dare qualche semplice consiglio e illustrare un percorso pratico e realmente applicabile da tutte le donne che hanno il reale desiderio di mettersi o rimettersi in forma. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/non-metterti-a-dieta/" title="Non metterti a dieta!"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/non_metterti_a_dieta1.6ptry1tclwsokggogo8404480.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="197" alt="Non metterti a dieta!" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p><strong>Vent&#8217;anni di esplorazioni nel mondo del dimagrimento.</strong></p>
<p>Questo libro vuole semplicemente raccontare una storia, un po&#8217; di vita, molte esperienze dirette e indirette sull&#8217;incredibile mondo del dimagrimento.<br />
Vuole dare qualche semplice consiglio e illustrare un percorso pratico e realmente applicabile da tutte le donne che hanno il reale desiderio di mettersi o rimettersi in forma. Non è basato sulle mode del momento, non è scritto da un chimico, non è scritto da un medico.<br />
Si basa su storie vere, di donne vere con vite reali alle prese con i problemi di tutti i giorni.<span id="more-555"></span><br />
E così forse ognuna di voi che ha voglia di leggerlo si può ritrovare in una di queste donne, leggere la sua storia e prendere l&#8217;ispirazione per riuscire finalmente, da ora e non da domani&#8230; ad iniziare un nuovo stile di vita.<br />
In vent&#8217;anni ho avuto l&#8217;opportunità di conoscere più di quattromila donne ed è per questo che spesso nelle pagine si parla al femminile; i semplici ed applicabili consigli sono assolutamente adatti a tutti.<br />
Mangiare sano, fresco ed italiano!</p>
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		<title>A Livorno negli anni ‘60 si suonava cosi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 07:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/a-livorno-negli-anni-%e2%80%9860-si-suonava-cosi/" title="A Livorno negli anni ‘60 si suonava cosi"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_anni_60.2fxsuzhkbvk0s00c8ogoccwsg.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="165" alt="A Livorno negli anni ‘60 si suonava cosi" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>A Livorno, a metà degli anni &#8217;60, si formarono decine di gruppi musicali: alcuni ebbero breve durata, altri si mescolarono tra loro dando vita ad altri gruppi; qualcuno ebbe successo; anche qualche musicista fu chiamato a suonare in gruppi più famosi. Le Mummie, I Modì, I Giaguari, Gli Arcieri, I Satelliti, I Falchi, sono solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/a-livorno-negli-anni-%e2%80%9860-si-suonava-cosi/" title="A Livorno negli anni ‘60 si suonava cosi"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/copertina_anni_60.2fxsuzhkbvk0s00c8ogoccwsg.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="165" alt="A Livorno negli anni ‘60 si suonava cosi" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>A Livorno, a metà degli anni &#8217;60, si formarono decine di gruppi musicali: alcuni ebbero breve durata, altri si mescolarono tra loro dando vita ad altri gruppi; qualcuno ebbe successo; anche qualche musicista fu chiamato a suonare in gruppi più famosi.<br />
Le Mummie, I Modì, I Giaguari, Gli Arcieri, I Satelliti, I Falchi, sono solo alcuni dei nomi di questi gruppi formati da giovani che si esibivano davanti a loro coetanei nei locali di Livorno e non solo. Di quell&#8217;avventura, nel tempo, si è perso traccia: se ne parla per sentito dire, per aneddoti. Ebbene, a raccontare quel periodo e mettere in fila quasi 80 gruppi musicali di quegli anni ci ha pensato Massimo Volpi con questo libro.<br />
Vecchie foto, nomi di gruppi musicali e quelli dei loro componenti, alcuni aneddoti, insomma un insieme che fa di questo libro un vero e proprio album dei gruppi musicali rock livornesi degli anni &#8217;60 da collocare nello scaffale della storia cittadina.<br />
Con grande pazienza e determinazione Volpi è riuscito a contattare tanti di quei giovani di allora, oggi over 60, ed a ricostruire una memoria ormai in gran parte dispersa perché a volte dimentichiamo in fretta.<br />
Come in tutti gli album sicuramente mancherà qualche “figurina”, ma questo lavoro è comunque importante perché riguarda un periodo della nostra storia che, seppure “minima”, andava raccontata.<br />
Maurizio Mini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="520" height="350"><param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf"></param><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param value="bgColor=black&#038;autostart=false&#038;keyT=&#038;key=&#038;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&#038;file=tutv/2011/11/27/4ed131923a2c3-paiper_livorno.mp4&#038;repeat=false&#038;logo=0&#038;strip=0&#038;nielsenBrand=repubblicatv_&#038;brand=brand_repubblicaradio&#038;dState=normal&#038;scaleMethod=fit&#038;rel=false&#038;fsType=fl&#038;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&#038;videoTitle=Il "Paiper" torna per una sera: "A Livorno negli anni \'60 si suonava così"&#038;streamURL=http://flv.kataweb.it/&#038;nielsenBrand=repubblicatv_&#038;pub=apertura_repubblica###" name="flashvars"><embed src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="520" height="350" flashvars="bgColor=black&#038;autostart=false&#038;keyT=&#038;key=&#038;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&#038;file=tutv/2011/11/27/4ed131923a2c3-paiper_livorno.mp4&#038;repeat=false&#038;logo=0&#038;strip=0&#038;nielsenBrand=repubblicatv_&#038;brand=brand_repubblicaradio&#038;dState=normal&#038;scaleMethod=fit&#038;rel=false&#038;fsType=fl&#038;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&#038;videoTitle=Il "Paiper" torna per una sera: "A Livorno negli anni \'60 si suonava così"&#038;streamURL=http://flv.kataweb.it/&#038;nielsenBrand=repubblicatv_&#038;pub=apertura_repubblica###"></embed></param></object></p>
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		<title>Agenda Livorno 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 14:14:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/agenda-livorno-2012/" title="Agenda Livorno 2012"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/agenda.6znjoasoqco4o0ocssgcscscs.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="168" alt="Agenda Livorno 2012" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Una grande A campeggia sulla quarta di copertina dell’Agenda Livorno 2012 pubblicazioni in cui le Edizioni Erasmo hanno raccolto e racchiuso le testimonianze di tanti artisti e scrittori livornesi. E’ una delle A di Renato Spagnoli, longevo pittore e scultore livornese messo a chiudere, o forse è meglio dire, ad aprire, questa collettiva che vuol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/agenda-livorno-2012/" title="Agenda Livorno 2012"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/agenda.6znjoasoqco4o0ocssgcscscs.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="168" alt="Agenda Livorno 2012" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Una grande A campeggia sulla quarta di copertina dell’Agenda Livorno 2012 pubblicazioni in cui le Edizioni Erasmo hanno raccolto e racchiuso le testimonianze di tanti artisti e scrittori livornesi.<br />
E’ una delle A di Renato Spagnoli, longevo pittore e scultore livornese messo a chiudere, o forse è meglio dire, ad aprire, questa collettiva che vuol essere molto più di un semplice calendario su cui segnarsi gli appuntamenti.<br />
Al suo interno infatti ci sono i testi e le immagini, assemblati dalla curatrice Leda Raspo, di un panorama creativo che spicca per il suo dinamismo e la sua varietà.<br />
Così accanto alle parole degli illustri tra cui spiccano Giorgio Caproni e Piero Ciampi, c’è la “Litania livornese” di Lorenzo Greco, in cui si traccia il tenero ritratto di una “Livorno di Sant’Alò, che prima morì e poi s’ammalò” ma ci sono anche i versi di poeti come Pardo Fornaciari, Simonetta Filippi, e Luciano Luisi.<span id="more-545"></span><br />
Spaccati vivaci sono offerti dai testi di alcuni giornalisti come Ursula Galli e Federico Buti che nel brano tratto dal suo “Amaranto” di recente pubblicazione, riflette sul ritratto che della nostra città fanno le “graduatorie” del Sole 24 ore.<br />
Accanto ad alcuni autori di punta delle stesse edizioni Erasmo, quali Piera Ventre ed Emiliano Dominici (entrambi impegnati in spaccati marini) non mancano neppure i musicisti: c’è Mario Menicagli che propone il testo della sua canzone “Principe Igor” dedicata al mai dimenticato bomber Igor Protti, e c’è Dimitri Grechi Espinoza, con la sua insolitamente malinconica “Livorno Nocturne” inserita nell’ultimo album di Bobo Rondelli.<br />
Ma forse il gioellino più sorprendente di questa pubblicazione è l’inserto fotografico che vi si annida al centro: come una piccola mostra su carta, esso inanella le immagini di opere visive e di installazioni di tanti artisti livornesi per i quali la città d’origine è solo il punto di partenza per una visione che è europea e internazionale: ci sono tra gli altri: Luca Bellandi, Diego Bisso, Enrico Bertelli, Valentina Restivo, Enrico Bacci, Cecco Ragni, Domenico Aquilino, Michael Rotondi, Valerio Michelucci, Stefano Pilato, Anonymus Art, Angelo Foschini, Lavinia Iacomelli, Sandro Bottari, Federica Casarosa, Maurizio Biagini.<br />
Si chiude infine con un sapore dolce, quello delle ricette di Paolo Ciolli, artista della gastronomia che ne propone una per ogni mese.<br />
A corollario di tutto, molte cifre: sono quelle con cui Leda Raspo ha voluto completare il suo particolare ritratto della città: i numeri delle sue coordinate geografiche ma anche quelli dei suoi diversi luoghi di culto, i numeri dei cittadini stranieri residenti a Livorno, ma anche quelli dei pesci dell’Acquario comunale, i numeri delle opere presenti in musei e biblioteche, ma quelli della superficie del sipario del Goldoni.<br />
Curiosità, ma anche dati utili per farsi un’idea completa di una città che può apparire in un modo se vista dall’esterno e in un altro se vista dall’interno.<br />
E soprattutto, come chiede la frase che torna in più pagine in diverse lingue, per non dimenticarla.</p>
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		<title>Amarcanto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 15:04:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/amarcanto/" title="Amarcanto"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/amarcanto.dj6p9f925rsw4w0w48sgc8w8s.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="183" alt="Amarcanto" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a>Cinquant&#8217;anni di calcio labronico narrati con un piglio veloce da giornalista di razza. Una storia del calcio vista attraverso la lente di chi vive lo sport come evento non solo sportivo ma di costume e inserito nella situazione politica e sociale. Così attraverso partite significative si rivive la stagione di Valle Giulia nel 1968 quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.edizionierasmo.eu/2011/amarcanto/" title="Amarcanto"><img src="http://www.edizionierasmo.eu/wordpress/wp-content/uploads/yapb_cache/amarcanto.dj6p9f925rsw4w0w48sgc8w8s.3a7sf1qrnfggk8s44swo8g0kk.th.jpeg" width="130" height="183" alt="Amarcanto" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" /></a><p>Cinquant&#8217;anni di calcio labronico narrati con un piglio veloce da giornalista di razza. Una storia del calcio vista attraverso la lente di chi vive lo sport come evento non solo sportivo ma di costume e inserito nella situazione politica e sociale. Così attraverso partite significative si rivive la stagione di Valle Giulia nel 1968 quando Lazio- Livorno si disputò al Flaminio pochi giorni dopo che la battaglia davanti alla Facoltà di architettura segnò l&#8217;apice della rivolta studentesca. Le infinite sfide Livorno-Pisa con lo sguardo rivolto ad una contrapposizione che ha più del folcloristico che del reale. Nella Toscana dai mille campanili la vita del Livorno calcio che dalla serie C nel 2005 riesce a tornare in serie A. Protagonisti non solo i campioni ma i migliaia di sportivi disposti a massacranti trasferte pur di seguire la squadra. Tra la vicenda sportiva la vita di una città la cui vena satirica non si risparmia anche nei momnenti più difficili e di cui il Buti oltre che testimone preciso è partecipe. </p>
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